Vendere il Regno dei Cieli per il potere è un patto con il Diavolo: il narcisista lo accetta (A. Lowen)
ESSERE O APPARIRE?
La società in cui viviamo ci impone, o meglio, crediamo ci imponga, di vivere la nostra esistenza secondo un determinato standard: dall'abbigliamento, all'auto, alla casa, tutto appare condizionato dal parere degli altri...
Il nostro modo di essere è condizionato da stereotipi culturali e sociali da cui appare difficile ed a volte impossibile astenersi.
Più di una volta mi è capitato di parlare con parenti e amici, più di una volta ho avvertito un senso di vuoto, superficialità, nel loro modo di ragionare: sembra che nella realtà moderna, se non si ha la giacca Burberry, il pantalone D&G, l'auto Audi, ecc. ecc. si è OUT: in altre parole, SEI CIO' CHE APPARI!
Addirittura, pur non avendo le risorse economiche sufficienti, si comprano cose di elevato valore, pardon "prezzo" (perchè non c'entra nulla col reale valore) solo per dimostrare agli altri di avere le cose migliori, di essere al top!!!
Vi chederete con che razza di gente ho a che fare, ma in verità è un fenomeno che interessa molti soggetti: viviamo in una società narcisistica, dove ciò che si ha identifica ciò che si è!
Ma siamo impazziti del tutto?
Se da una parte il confronto con gli altri è essenziale, dall'altra, quando il giudizio esterno si sostituisce completamente alla capacità di determinare i nostri bisogni, ne deriva un profondo senso di vuoto ed angoscia.
Lo spostamento d'attenzione da ciò che proviamo a ciò che gli altri ritengono si debba provare confonde la realtà.
Allora è vero ciò che la società pensa sia vero e che se un'opinione è sostenuta da una persona di potere allora è vera, poichè importante non è più la realtà in se ma l'idea che la società ha della realtà stessa.
Il bisogno di crearsi un'immagine appositamente per suscitare ammirazione ed invidia negli altri, anche a costo di sacrificare i nostri bisogni reali, è ormai una tendenza diffusa.
Il giudizio dato dalla società diviene l'unico criterio di felicità, sia nel possesso dei beni materiali che nei rapporti con gli altri.
Questo atteggiamento può in alcune persone, essere tanto profondo da essere attuato in modo inconsapevole.
Persone che mettono in atto questa modalità mancano della capacità di discernere ciò che è importante per loro da ciò che gli altri ritengono importante.
In altre parole: credendo di scegliere non si sceglie affatto ciò che ci serve davvero, ma si sceglie semplicemente ciò che “altri”,indipendentemente da loro, hanno già deciso che si dovesse scegliere.
E senza volerlo e senza saperlo si obbedisce ciecamente alla volontà di chi, per scopi commerciali o finanziari ha interesse di distruggere ogni originalità umana.
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